L'organizzazione di cicli di incontri seminariali, aperti ai contributi variamente specifici di tutti gli aderenti, rappresenta il nucleo delle attività dell'Associazione, oltre a coincidere con la fonte da cui essa è nata.
Giunti ormai al settimo anno, la finalità rimane quella originale: costituire uno spazio, aperto a studenti e non, nel quale sia possibile esprimere e discutere differenti, anche divergenti, prospettive filosofiche e concretizzare la "ricerca insieme" che dona il nome alla nostra Associazione.
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| Lunedì 30 gennaio 2012, ore 18:30, Aula IV |
Il surrealismo etnografico: al di là di natura e cultura |
| seminario a cura di Marie Rebecchi |

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Il seminario intende anzitutto mettere in questione una possibile interpretazione in senso dicotomico del rapporto natura/cultura: in questa prospettiva, attraverso lo sguardo perspicuo e partecipante caratteristico del metodo etnografico, si tenterà di restituire una forma di rappresentazione culturale disomogenea, ibrida e sovversiva.
A tal fine si prenderà in esame il ruolo giocato dall'etnografia nel surrealismo cosiddetto "eterodosso", legato alla figura di Georges Bataille e alla rivista Documents (1929-30). Al contrario del surrealismo ortodosso di matrice "bretoniana", che si era distinto sin dalla sua nascita per il desiderio di un oltrepassamento della realtà attraverso il sogno, l'immaginazione e l'abbandono dei territori dominati dalla ragione, lo sguardo etnografico dei surrealisti dissidenti collaboratori di Documents (Michel Leiris, Marcel Griaule, Carl Einstein, Paul Rivet, André Schaeffner etc.) era rivolto piuttosto alla ridefinizione di un nuovo concetto di realtà attraverso l'incontro – mai fortuito e casuale, ma scientificamente orientato dalla pratica etnografica – con una cultura altra, eterogenea e inassimilabile. In questo inedito orientamento metodologico, che annoda aspetti fortemente connessi alla poetica surrealista con altri legati al rigore della disciplina etnografica, è riconoscibile quel particolare costrutto teorico che l'antropologo americano James Clifford, nel suo principale studio volto a un ripensamento critico dell'etnografia moderna – The Predicament of Culture. Twentieth-Century Ethnography, Literature, and Art (1988) – definisce nei termini di "surrealismo etnografico".
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Natura e cultura: i risvolti antropologici del pensiero filosofico
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«Il mondo storico dei miei contadini, per ciò che esso presenta di arcaico e di "arretrato", è lo stesso dei popoli primitivi delle civiltà etnologiche. [...] Nell'uno o nell'altro caso appare la stessa condizione di soggiogazione rispetto alla natura, la stessa mancanza di un piano umano per dominare l'ordine naturale». (Ernesto De Martino, Etnologia e cultura nazionale negli ultimi dieci anni).
Nel ciclo di seminari di quest'anno si tenterà di mettere in questione la coppia dicotomica natura/cultura, provando a sollevare il risvolto eminentemente antropologico della riflessione filosofica che ruota attorno a questa diade.
Nello spirito interdisciplinare che anima il nostro "ricercare insieme", prendendo le mosse da un'indagine filosofica sui caratteri peculiari della natura umana – dal plesso ragione-linguaggio alla questione dell'agire sociale, dalla relazione mente-corpo all'idea di creatività artistica – si cercherà di discutere il rapporto natura/cultura attraverso le sue molteplici implicazioni teoriche. Coinvolgendo i differenti ambiti del sapere filosofico, il tema guida di quest'anno sarà affrontato in una prospettiva storica e teorica dai confini volutamente permeabili e indistinti: al di qua di natura e cultura, ricercando l'origine di questo binomio nel pensiero antico e moderno; al di là di natura e cultura, nel tentativo di mostrarne le eccedenze e gli scarti attraverso una riflessione di carattere estetico-antropologico e antropologico-politico. |
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Calendario 2011-2012 |
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