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ISSN 1974-5044 |
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Marcello Musto, Ripensare Marx e i marxismi
Ripensare Marx e i marxismi raccoglie studi e saggi di Marcello Musto editi tra il 2005 e il 2010 su diverse riviste italiane e straniere. Il libro consta di due parti, la prima analizza formazione e produzione intellettuale marxiana dal periodo scolastico sino al 1860, cfr. Parte prima. Per una nuova biografia intellettuale di Marx (1818-1860). La seconda è rivolta sia ad alcuni aspetti dell’esegesi novecentesca, sia alle tortuose vicende della pubblicazione e della ricezione delle opere marxiane, cfr. Parte seconda. Sulla diffusione e sulla recezione dell’opera di Marx.
Nella Premessa, l’autore indica la genesi e gli intenti che sono alla base degli undici saggi che compongono l’opera. Musto è mosso dalla convinzione che la nuova Marx-Engels-Gesamtausgabe, ossia la cosiddetta “Mega 2” – inaugurata...
vai alla recensione di Matteo Gargani |
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Snait B. Gissis, Eva Jablonka (a cura di), Transformations of Lamarckism
La ricca raccolta di saggi presentata in questo libro afferente alla collana ‘Vienna Series in Theoretical Biology’ della MIT Press, collana organizzata e diretta dal Konrad Lorenz Institute for Evolution and Cognition Research (KLI) dell’Università di Vienna, condensa gli interventi che sono stati tenuti nell’unico convegno di scala internazionale che ha celebrato nel 2009 il bicentenario dalla pubblicazione della Philosophie zoologique del cavaliere Lamarck. Mentre la maggior parte dei riflettori si concentravano su altre ricorrenze assai illustri, come il bicentenario dalla nascita di Darwin e il 150° dalla pubblicazione della sua opera più dirompente The Origin of Species, a Gerusalemme il XXIII Annual International Workshop on the History and Philosophy of Science coordinato da Snait B. Gissis, sociologo della scienza...
vai alla recensione di Sara Campanella |
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Il confronto di Aristotele con l’eleatismo in Phys. I, 2-3
Oggetto del presente lavoro è il confronto che Aristotele istituisce con l’eleatismo in Phys. I, 2-3. Al fine di una maggiore linearità espositiva, si rendono qui necessarie alcune considerazioni preliminari sull'articolazione della trattazione: in un primo momento, più propriamente argomentativo, analizzeremo la questione contestualizzandola all'interno della fisica aristotelica: che importanza assume la critica della posizione eleatica nell’economia complessiva di una fisica, vale a dire di una “scienza della natura”? Solo a partire da ciò, infatti, sarà possibile lasciar emergere la rilevanza della presa di distanza, da parte di Aristotele, rispetto alla posizione eleatica: la confutazione degli Eleati, come vedremo, non rappresenta un punto marginale all’interno della trattazione aristotelica della scienza della natura quanto, radicalmente, la sua stessa condizione di possibilità. Alla luce di tale assunto, procederemo quindi...
vai all'articolo di Federica Pazzelli |
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«Di chi rimane a terra». Una riflessione su Montale
Riflettere sulla funzione dell’immagine in Montale significa soffermarsi sul delicato passaggio della letteratura, e più in particolare della poesia, dall’Ottocento al Novecento. Significa, in breve, fare i conti con il tramonto, provvisorio prima e definitivo poi, della grande stagione romantica e delle sue illusioni estetiche e “soteriologiche”. La crisi della Weltanschauung romantica, non ancora accettata in maniera indolore da molti intellettuali, coincide con la fine della fiducia nell’arte, intesa come supremo organo conoscitivo in grado di riconciliare l’uomo con la natura, che si tinge di Assoluto, e nella sua stessa funzione redentiva. Ormai la poesia non conosce, né salva. Non è più né un mondo d’oro, né riservato ai titani...
vai all'articolo di Pietro Secchi
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Eternità e fine del tempo ne La fine di tutte le cose di I. Kant
Nel suo scritto La fine di tutte le cose (Das Ende aller Dinge), uscito nel giugno del 1794 sulla rivista illuministica Berlinische Monatsschrift, Kant tenta di ripensare criticamente il problema della fine del mondo cioè della Apocalisse. Mediante una lettura analitica del testo si cercherà da una parte di comprendere il rapporto che si instaura fra tempo e eternità a partire dalla caratterizzazione della seconda; mentre dall’altra si esporrà la problematica antropologica, sviluppata a partire dalla posizione della domanda sulla fine di tutte le cose. Si seguirà poi la trasformazione pratica del concetto di fine di tutte le cose, che Kant esplicita nel seguito dell’argomentazione, riflettendo su questa impostazione sviluppata soprattutto nelle opere maggiori...
vai all'articolo di Luca Cirese
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